martedì 19 dicembre 2017

Che cos'è il bypass gastrico?

Il Bypass gastrico è un intervento restrittivo ormonale. Esso agisce, cioè, sul tubo digerente riducendo la produzione di alcuni ormoni responsabili della fame ed aumentando invece la produzione di altri in grado di aumentare il senso di sazietà. A queste modifiche ne conseguono ovviamente una forte riduzione dell'appetito ed una sazietà che arriva in maniera precoce (cioè dopo pochi bocconi): il quantitativo di cibo assunto è quindi molto ridotto con conseguente perdita di peso. Il bypass gastrico ha anche un effetto metabolico spiccato, agisce cioè in modo efficace sul diabete di tipo 2, inducendo in molti casi una remissione della malattia (normali valori della glicemia senza più terapia) e riducendo quasi totalmente la terapia necessaria.
Questo intervento consente nei primi anni un calo ponderale piuttosto importante (circa il 60% e oltre del sovrappeso) e senza grossi sforzi. Nel lungo periodo però rimane fondamentale la capacità del paziente di mantenere le nuove abitudini alimentari acquisite grazie al bypass e di proseguire, quindi, nel regime alimentare ipocalorico.


Come si svolge il bypass gastrico?

Il bypass gastrico è una procedura chirurgica che prevede la creazione di una minuscola tasca gastrica (del volume pari a una tazzina di caffè) in grado di contenere solo una piccola quantità di cibo. La tasca gastrica viene completamente separata dal resto dello stomaco e si svuota direttamente in un tratto di intestino tenue, che viene suturato alla tasca stessa. Lo stomaco, sebbene non venga più attraversato dagli alimenti, non viene asportato.
L'esclusione dal transito del cibo dello stomaco e della prima parte di intestino (duodeno e primo tratto di digiuno) può comportare un ridotto assorbimento di alcune vitamine e sali minerali con la conseguente necessità di assumere complessi multivitaminici come calcio e ferro.

Quali sono i vantaggi del bypass gastrico?

Il bypass gastrico riduce l'introito alimentare diminuendo la fame e accelerando il senso di sazietà. La perdita di peso media globale è intorno al 60% del sovrappeso (cioè dei chili in più), con un buon mantenimento del peso perso (oltre i dieci anni) nei soggetti con BMI inferiore a 50. Nei pazienti con BMI superiore a 50 la perdita di peso è inferiore e nel 40% degli operati si registrano fallimenti a lungo termine.
Questa metodica è stata molto praticata negli Stati Uniti negli ultimi 20 anni ed è oggi diffusa in tutto il mondo; accanto all'effetto sul peso si segnala la sua efficacia nel trattamento del diabete mellito di tipo II (normalizzazione di glicemia ed emoglobina glicosilata in circa l'80% dei casi) e del reflusso gastro-esofageo. 

Il bypass gastrico è doloroso o pericoloso?

Si tratta di un intervento chirurgico, con tutte le possibile complicazioni della chirurgia addominale. Può comportare alcune complicazioni tipiche dell'intervento che sono:
  • Anemia da carenza di ferro e/o vitamina B12 e/o acido folico.
  • Osteoporosi da carenza di calcio
  • Occlusione intestinale (volvolo)
  • Sindrome di dumping, cioè crisi ipoglicemiche subito dopo mangiato
  • Carenze vitaminiche acute in caso di vomito continuo

Quali pazienti possono effettuare il bypass gastrico?

Per le sue caratteristiche metaboliche, è particolarmente indicato in chi soffra di diabete mellito tipo 2 da alcuni anni, specie se richiede già terapia con insulina; è anche particolarmente indicato per chi ha un severo reflusso gastroesofageo. Viene spesso proposto come intervento di revisione per chi abbia già posizionato un bendaggio gastrico e abbia fallito nella perdita di peso.

Follow-up

Le visite di controllo sono fondamentali per ottimizzare la perdita di peso, e per prevenire o trattare alcune possibili complicazioni (carenze e sindrome di dumping). Le persone operate di bypass gastrico devono assumere integratori (ferro, vitamine e a volte calcio) con regolarità.

Sono previste norme di preparazione?

È importante eseguire pre-operatoriamente un esame endoscopico di esofago-stomaco e duodeno per escludere assenza di patologie gastriche e/o duodenali.

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